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Difesa del diesel, conferma del taglio delle accise

Secondo appuntamento degli Stati Generali della Mobilità: alla Fiera del Levante di Bari si è tenuto l’evento #MobilitàTour, organizzato da Federmotorizzazione

Secondo appuntamento degli Stati Generali della Mobilità: alla Fiera del Levante di Bari si è tenuto l’evento #MobilitàTour, organizzato da Federmotorizzazione, con l’obiettivo di far luce sul profondo cambiamento in atto in tema di automotive, partendo dall’annunciato futuro a emissioni zero e dalle restrizioni delle emissioni che tendono a escludere dal mercato i motori diesel.

Confermato il taglio delle accise. La prima notizia, arrivata dall’intervento del vicepremier e ministro degli Interni, Matteo Salvini, è la conferma dell’intenzione di tagliare le accise sui carburanti “a partire da quelle più anziane, perché il nostro impegno è quello di tagliarle invece di aggiungerne di nuove”.

Transizione lunga. I lavori, moderati dal giornalista e promotore di #FORUMAutoMotive, Pierluigi Bonora, sono iniziati con l’intervento di Simonpaolo Buongiardino, presidente di Federmotorizzazione, secondo il quale «non è l’elettrico la risposta più immediata, perché la transizione è inevitabile ma lunga, e per vincere la sfida bisogna prima di tutto lavorare sulle tecnologie esistenti. Senza dimenticare che la lotta al particolato si combatte anche con il lavaggio delle strade, spesso sottovalutato».

Giusta la difesa del diesel. Presente al convegno anche il direttore di Quattroruote, Gian Luca Pellegrini, che ha delineato il futuro delle auto, sempre più connesse, trasformate in antenne riceventi e trasmittenti, mentre si diffonderanno la condivisione, l’elettrico e la guida autonoma, “ma non si sa ancora in quale ordine”. Riguardo alle emissioni e alla demonizzazione del gasolio, il direttore ha precisato che “difendere il diesel è giusto, visto che l’informazione contraddittoria ed errata ha effetti sul mercato, già evidenti in Gran Bretagna e Germania, dove calano le vendite di diesel e salgono le concentrazioni di CO2”. Su questo argomento è intervenuto anche Antonio Arvizzigno, della Bosch di Bari, convinto che nel 2025 il 55% del mercato europeo sarà ancora composto da veicoli a gasolio «perché il diesel è in grado di rispettare normative sempre più severe per la qualità dell’aria, come dimostra un prototipo realizzato sulla base di una Volkswagen Golf, che utilizzando le ultime tecnologie, scende abbondantemente sotto quelli che potrebbero essere i limiti fissati per il 2025 e per il 2030».

Troppe auto vecchie.  Il direttore generale dell’Unrae, Romano Valente, si è concentrato sull’evoluzione dei motori, “che in 25 anni ha portato a un calo di oltre il 90% di ossidi di azoto e particolato, ma restano in circolazione 7,5 milioni di vetture immatricolate prima del 2001”, troppe su un parco di 37 milioni. Secondo Valente, l’elettrico puro non è la soluzione più immediata, perché “ci sono 15 tecnologie diverse per alimentare un’auto rispettando le normative europee, dalla benzina all’etanolo, e nove di queste sono disponibili in italia”. La soluzione proposta? Lavorare in due direzioni: detrazioni fiscali per chi passa a un’auto nuova e una cabina di regia a livello nazionale.

Non colpevolizzare le auto. Una precisazione sulle fonti dell’inquinamento è arrivata da Maria Vittoria Prati, ricercatrice dell’Istituto Motori del Cnr, che ha indicato le sorgenti principali di ciascun inquinante: “Se gli NOx dipendono dal trasporto stradale, ossidi di zolfo e ammoniaca sono prodotti dall’agricoltura, mentre il particolato è un effetto del riscaldamento. E il trasporto non produce più del 20% di emissioni di CO2 a livello europeo”. Dal fronte dell’Unione Petrolifera, il presidente Claudio Spinaci ha precisato come “oggi l’elettrico gode di un credito non guadagnato sul campo, ma solo su quello che la ricerca potrebbe portare nei prossimi 15 anni in tema di autonomia e tempi di ricarica”. Secondo Spinaci, ci si dimentica che un motore Euro 6d produce in 20.000 km una quantità di particolato che un impianto di riscaldamento a pellet emette in 32 ore».

Attenzione ai posti di lavoro. Un vero e proprio allarme sul rischio di perdere migliaia di posti di lavoro, come effetto collaterale dell’elettrificazione, è arrivato da Gianmarco Giorda, direttore dell’Anfia. “Le auto elettriche hanno meno componenti e necessitano di meno manutenzione e ricambi, e si stima che se nel 2030 il mercato fosse composto dal 15% di ibride e 25% di elettriche pure, si perderebbero 67.000 posti di lavoro”.

 

FONTE: QUATTRORUOTE – https://www.quattroruote.it/news/eventi/2018/09/14/stati_generali_della_mobilita_difesa_del_diesel_conferma_del_taglio_delle_accise_.html?fbclid=IwAR0BMb3vRyqf-jrZVgI6I1d2L4dGpi9uln6rjsCs03DWW_kCBXlKVj_iXQw

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